|
Our
Birding Guides in Italy |
|
Umbria
e Lazio con Mirko Pacioni
Guida Ambientale Escursionistica Gae

Mirko
Pacioni, laureato in Scienze Forestali, fra le discipline studiate ha
approfondito maggiormente la conoscenza dell’avifauna e degli aspetti
naturalistici legati ai diversi ecosistemi piuttosto che le problematiche forestali
in senso stretto.
Educatore ambientale e Guida Ambientale Escursionistica
(AIGAE) ha iniziato ad occuparsi in maniera
particolare di avifauna dal 1998 attraverso le attività del G.U.F.O.(Gruppo
Universitario Faunistico Ornitologico) presso la facoltà di Agraria
dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, come coordinatore di
alcune escursioni e collaboratore per la stesura dei progetti dell’associazione
fino al 2003. Ha lavorato come volontario nel medesimo periodo nell’ambito del
campo antibracconaggio sul versante calabrese dello Stretto di Messina
organizzato dalla L.I.P.U. in collaborazione con il G.U.F.O..
Attualmente svolge autonoma attività di
educatore ambientale nell’area della Riserva Naturale del Lago di Vico (VT) e
collabora come consulente e divulgatore ambientale con la Riserva Naturale di
Macchiatonda (RM); entrambe le aree fanno parte del Sistema dei Parchi e delle
Riserve della Regione Lazio.
Umbro di origine conosce
bene il territorio e l’ambiente della Tuscia, nome con il quale i Romani
chiamavano quell’area dell’Italia centrale abitata dagli Etruschi. Essa
coincide in gran parte con la provincia di Viterbo e si trova nella parte
settentrionale del Lazio: a nord la Toscana, ad ovest il mar Tirreno, a sud
l’area metropolitana di Roma, ad est l’Umbria e la zona laziale della Sabina.
Il paesaggio è caratterizzato da colline di media altitudine (Rufeno, Volsini,
Cimini, Sabatini), da due laghi di origine vulcanica
(Bolsena e Vico), di vaste zone
pianeggianti (Maremma viterbese) e da frequenti sorgenti di acqua
termale.
Nella Tuscia e nei territori subito al margine di
questa zona, diversi sono i siti e le aree di rilevante importanza per
l’avifauna, in particolare per quella migratoria. Il lago di Vico, tra i laghi
vulcanici più belli e meglio conservati dell’Italia centrale, ospita ogni anno,
soprattutto nei mesi invernali, una moltitudine di anatre
e uccelli palustri, nonché diverse specie di rapaci diurni e notturni che caratterizzano la zona paludosa e i boschi di faggi, querce
e castagni che ricoprono buona parte delle pendici dell’antico cratere. Non
meno importante in termini di presenze ornitiche è l’Oasi WWF
di Alviano, in Umbria, e le sue aree limitrofe al di fuori dei confini
dell’area protetta. Zona umida artificiale creata grazie ad uno
sbarramento sul fiume Tevere (centrale idroelettrica dell’ENEL), in particolar
modo tra i mesi di Novembre e Febbraio è un fondamentale punto di sosta per
notevoli concentrazioni di Anatre, Aironi, Svassi, ma
anche di altri uccelli legati al canneto quali Cannaiola, Cannareccione,
Pendolino, Migliarino di Palude ma anche Basettino e Forapaglie castagnolo.
Mirko è disponibile ad organizzare itinerari che
riguardano sia la Tuscia, sia altri siti di interesse
naturalistico ed ornitologico marginali a tale area. Eventualmente
anche associando al birdwatching altre attività per l’approfondimento della
conoscenza della cultura locale. Ha una buona conoscenza dell’inglese e
dello spagnolo. Le escursioni guidate si possono effettuare
in tutti i periodi dell’anno su prenotazione con almeno due giorni di anticipo.
TARIFFE
|
Tariffe (da 1 a 3 persone)
|
|
Giornata
intera (max 8 ore)
|
1°
persona (per guida, al giorno)
|
Euro100
|
|
Giornata
intera
|
Ogni
persona in più
|
Euro 25
|
|
Mezza
Giornata
|
(max
4 ore) 1° persona
|
Euro 70
|
|
Mezza
Giornata
|
Ogni
persona in più
|
Euro 15
|
|
Tariffe
(gruppo: più di 3 persone)
|
|
Giornata intera (max 8 ore) |
(per guida, al giorno) |
Euro 160
|
|
Mezza Giornata |
(max 4 ore) |
Euro 110
|
ITINERARI
-
UMBRIA -
OASI DI ALVIANO
Quando
Tutto l’anno. Periodo
ottimale (consigliato): da novembre a marzo
Habitat |
|
L'Oasi di Alviano si
trova al confine fra l'Umbria e il Lazio e ha un'estensione di circa
900 ettari, compresi tra i Comuni di Alviano, Guardea, Montecchio e
Civitella.
|
|
Il fatto che uno
sbarramento di un fiume come il Tevere, soprattutto se
finalizzato alla produzione di energia elettrica, possa dare
origine ad una zona paludosa, è un evento piuttosto raro. Ad
Alviano questo è avvenuto, semplicemente perché l'Enel sfrutta
due volte l'acqua già utilizzata con il bacino a monte: quello
di Corbara. L'evento ha prodotto più di 500 ettari di palude,
lago, acquitrini, bosco igrofilo, cioè ecosistema adatto alla
riproduzione ed alla sosta di circa 150 specie di uccelli
acquatici.
|
 |
|
|

|
|
L'area è un'importante
stazione di rifornimento alimentare di uccelli rari come le gru, le
oche selvatiche o il falco pescatore. Sono presenti inoltre
gallinelle d'acqua, mignattai, folaghe, germani, pendolini, aironi
bianchi e cenerini e molti altri. Per ammirare questi uccelli
occorre essere fortunati, cioè capitare nei giorni in cui, durante
la migrazione, hanno deciso di sostare all'Oasi di Alviano,
concepita proprio per loro. Una porzione dell'Oasi è stata pensata
anche per gli uomini perché possano godere di questi spettacolari
eventi.
Mappa

Nei mesi di Ottobre e
Novembre non è difficile vedere specchi d'acqua che brulicano di
uccelli, quando in tutta l'area se ne possono contare fino a
settemila. È il periodo in cui più di 300 cormorani si fanno
osservare nelle suggestive evoluzioni messe in atto per pescare,
magari inseguiti da un airone o da un gabbiano che tentano di
derubarli. La primavera, invece, è il periodo della biodiversità nel
senso che ogni giorno è buono per osservare specie diverse.
È il periodo della
migrazione verso il centro ed il nord Europa dove andranno a
riprodursi. La palude di Alviano, per molti di loro, è troppo
piccola, meglio sono le grandi distese della Lapponia, ma per
arrivarci occorre fare rifornimento e gli ambienti come quello di
Alviano svolgono questo importante ruolo. Un giorno si potranno
vedere le avocette e i cavalieri d'Italia che andranno sul Delta del
Po. Il giorno successivo le spatole che andranno in Olanda o i
totani mori, trampolieri che sembrano prediligere la tundra della
penisola di Kola.
Bibliografia: testi e foto ARCHIVIO
Oasi di Alviano
-
LAZIO -
RISERVA NATURALE DI
MACCHIATONDA (RM)
Quando
Tutto l’anno. Periodo
ottimale (consigliato): da novembre a marzo (talvolta fino a maggio)
Habitat
|
Nonostante sia
stata interessata da interventi di bonifica idraulica e di
trasformazione agraria nel secolo scorso, la pianura costiera ai
margini
dei Monti Ceriti
ha conservato la sua tendenza all'impaludamento, sfruttata da un
progetto di ripristino ambientale che ha portato alla
ricostituzione di estesi acquitrini, al restauro ambientale
degli ambienti dunali,
alla
ricostruzione della copertura vegetale.
|
 |
|

viste aeree |
|
La
risposta da parte della fauna è stata rapida: oggi le acque
degli stagni, ricche di vita, attirano decine e decine di
migratori appartenenti ad oltre cento specie |
 |
|
La fascia
costiera, per una profondità media di 100 m, costituisce la parte a
maggior varietà di habitat. L’ecosistema costituito dal bosco di
Olmo e Alloro, dal quale deriva il toponimo Macchiatonda che da nome
all’area protetta, è praticamente costituito dalle due specie
circondate da Pruno selvatico. Esemplari quali Alaterno e
Roverella, sono presenti e vitali anche se le chiome degli
esemplari esposti sono continuamente necrosate dai venti salsi.

Specie |
|
A
Macchiatonda sono state segnalate circa 200 specie di uccelli,
quasi la metà di quelle appartenenti all'avifauna italiana, ma
sono poche quelle che vi nidificano regolarmente. La maggior
parte degli uccelli osservabili nella riserva si limita infatti
a trascorrervi l'inverno o a rifocillarsi per qualche giorno, in
primavera e in autunno, durante il "passo" migratorio. tra Marzo
e Maggio formazioni di anatre, limicoli e aironi giungono da
Sud, spesso sfilando bassi sulla superficie del mare a qualche
centinaio di metri dalla costa. |
 |
|
|

Bibliografia: testi e foto
ARCHIVIO Riserva Naturale di Macchiatonda |
La varietà
floristica attrae i rappresentanti di quasi tutte le famiglie di
uccelli, che sono presenti nell’arco dell’anno con più di 200
specie . Sulle spiagge è sempre presente il raro gabbiano corso
(Larus adonii), il beccapesci, le varie sterne e d’inverno il
cormorano. Tra i limicoli la pivieressa, la beccaccia di mare e
i piovanelli tridattili; numerosi i passeriformi; la
cappellaccia calandra, allodola, strillozzo, calandrella sono
presenti e nidificanti. Tra i rapaci sono frequenti il falco di
palude, il gheppio, il pellegrino e varie albanelle, oche
selvatiche, fischioni, canapiglie, mestoloni e alzavole oltre ai
nidificanti folaga, germano reale, tuffetto e gallinella d’acqua.Usano
svernare chiurlo maggiore, pettegola, pantana, piro piro
culbianco e boschereccio. Totano moro e piovanello sono quasi
tutto l’anno presenti, mentre pittima, combattente, pavoncella,
pivieri dorati, gambecchi, corriere grosso, corriere piccolo e
cavaliere d’Italia lo sono stagionalmente. Tarabuso e tarabusino,
oltre ai comuni aironi cenerino e garzetta, deliziano spesso i
birdwtchers.
|
|
|
LAGO DI VICO E
RISERVA NATURALE
Quando
Tutto l’anno. Periodo
ottimale (consigliato): da novembre a marzo
Habitat
Il Lago di Vico si
trova a nord di Roma al centro del comprensorio dei Monti Cimini,
costituito da un insieme di rilievi montuosi di origine vulcanica.
Il complesso eruttivo dei Cimini è composto da due distinti apparati
vulcanici: il M. Cimino, più antico, e Vico, più recente, che ospita
nel suo cratere l'omonimo lago. Lo specchio lacustre è uno dei più
belli e meglio conservati dell'Italia centrale, ed ha una tipica
forma a ferro di cavallo dovuta alla presenza, sulla sponda nord,
del monte Venere, un piccolo cono vulcanico interno al cratere
maggiore.
La Riserva Naturale,
che si estende nel Comune di Caprarola (VT) per 3.240, comprende una
grande varietà di ambienti naturali o ecosistemi: l'ambiente
boschivo, con estesi boschi d'alto fusto di faggio e cerro che
annoverano esemplari di piante plurisecolari; l'ambiente palustre,
concentrato nella zona delle pantanacce, formata da acquitrini,
canneti e giuncheti che ospitano interessantissime specie di uccelli
acquatici e l'ambiente lacustre propriamente detto con una ricca
fauna ittica.

Il territorio della
Riserva Naturale del Lago di Vico e le aree ad essa immediatamente
circostanti ospitano una comunità ornitica estremamente ricca ed
interessante, costituita da almeno 173 specie - più di un terzo
delle entità presenti in Italia - di cui 84 nidificanti. L'interesse
ornitologico di questa zona è ben noto.
L'ambiente più
significativo della Riserva, nel quale si rinvengono la maggior
parte delle specie più interessanti, è proprio quello acquatico,
rappresentato dal lago, i canneti, la zona paludosa delle Pantanacce
e i prati umidi circostanti. Il Lago di Vico costituisce uno dei
punti di sosta e di svernamento dell'avifauna acquatica più
importanti del Lazio, esso ricopre un notevole ruolo nell'ambito del
più complesso ed ampio sistema fluvio-lacustre, costituito dal
Tevere e i suoi affluenti nonché i laghi di Bolsena, Vico,
Martignano, Bracciano e Monterosi.
Mappa

Specie
Molte delle specie che
si spostano lungo il Tevere sostano in uno dei suddetti laghi o
fanno la spola dall'uno all'altro. Tra gli uccelli acquatici
nidificanti, il più significativo è sicuramente lo Svasso maggiore,
il quale non a caso è stato scelto come simbolo della Riserva; esso
nidifica nei canneti ed è presente durante tutto l'anno.
Sono presenti anche lo
Svasso piccolo ed il Tuffetto, i quali però si incontrano solo
stagionalmente. E’ stata osservata negli ultimi anni la presenza
invernale del Cormorano. Fra gli Ardeidi è nidificante il Tarabusino,
mentre la Nitticora, la Sgarza ciuffetto, la Garzetta, l'Airone
cenerino, e l'Airone rosso, sono di passo o stagionali.

A conferma che la zona
di Vico viene visitata praticamente da tutti i rappresentanti
dell'avifauna acquatica europea, recentemente sono stati avvistati
il Tarabuso, e l'Airone bianco, tra gli Ardeidi, nonché il
Mignattaio. Nei mesi autunnali e primaverili, sono presenti numerose
specie di anatre, sia di superficie sia tuffatrici. Tra queste il
Fischione, l'Alzavola, il Germano reale e la Canapiglia, unici
Anatidi qui nidificanti, il Mestolone, il Moriglione, la Moretta
tabaccata, e la Moretta. Altre specie nidificanti sono il
Porciglione, e la Gallinella d'acqua, due Rallidi presenti tutto
l'anno. Tra i Laridi si ricordano il Gabbiano comune, ed il Gabbiano
reale, presenti nei mesi invernali; di passo regolare sono il
Mignattino piombato, il Mignattino, e il Mignattino alibianche.
I canneti sono
frequentati da numerosi Silvidi come l'Usignolo di fiume, il
Beccamoschino, il Forapaglie, la Cannaiola verdognola, la Cannaiola,
e il Cannareccione. Nello stesso ambiente vi sono inoltre alcune
coppie nidificanti di Pendolino, e di Martin pescatore; nei mesi
invernali e presente il Migliarino di palude. Da ricordare ancora,
per la concentrazione che vi raggiunge lo Storno, ospite invernale
che utilizza il canneto per trascorrervi la notte.
Nei prati umidi e
nelle zone paludose si trovano numerosi limicoli, tra i quali la
Pittima reale, la Pittima minore, il Totano moro, la Pettegola, la
Pantana , il Piro-piro boschereccio, il Piro piro piccolo, sempre
numeroso, il Voltapietre, e altri.
Relativamente ai
predatori, fra gli Strigiformi sono presenti come nidificanti il
Barbagianni, la Civetta, l'Allocco, e il Gufo comune. Da tempo è
estinto il Gufo reale, mentre il Gufo di palude è segnalato con una
certa regolarità durante l'inverno. Tra i rapaci diurni, comuni sono
alcuni Falconidi quali il Gheppio, che nidifica, il Lanario, ed il
Pellegrino, presenti questi ultimi da ottobre a febbraio, al seguito
dell'avifauna di passo; tra gli Accipitridi, il Falco pecchiaiolo, e
il Nibbio bruno, nidificanti durante la loro permanenza estiva, lo
Sparviere e la Poiana, stanziali. Tra gli Accipitridi sono stati
altresì segnalati il Biancone e, tra i Falconidi, il Lodolaio e il
Falco cuculo, i quali però devono essere probabilmente considerati
di passo se non occasionali.
Bibliografia:
- testi -OLMI M. e
ZAPPAROLI M. (a cura di), 1992. L'ambiente nella Tuscia laziale -
Aree protette e di interesse naturalistico della Provincia di
Viterbo. Università della Tuscia, Union Printing Edizioni, Viterbo
- foto – Archivio web Riserva
Naturale Lago di Vico
|
|
|
| |
|
|