Dossier
Le nostre Guide
Gabbiani
Uccelli del Delta
Siti italiani
Gallery
Links
Videogallery
Contatti

 

 

 
Gildi Roberto Pacioni Mirko Prola Guido  

Le nostre Guide Birdwatching in Italia

 

Umbria e Lazio con Mirko Pacioni

Guida Ambientale Escursionistica Gae

 

Mirko Pacioni, laureato in Scienze Forestali, fra le discipline studiate ha approfondito maggiormente la conoscenza dell’avifauna e degli aspetti naturalistici legati ai diversi ecosistemi piuttosto che le problematiche forestali in senso stretto.

Educatore ambientale e Guida Ambientale Escursionistica (AIGAE) ha iniziato ad occuparsi in maniera particolare di avifauna dal 1998 attraverso le attività del G.U.F.O.(Gruppo Universitario Faunistico Ornitologico) presso la facoltà di Agraria dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, come coordinatore di alcune escursioni e collaboratore per la stesura dei progetti dell’associazione fino al 2003. Ha lavorato come volontario nel medesimo periodo nell’ambito del campo antibracconaggio sul versante calabrese dello Stretto di Messina organizzato dalla L.I.P.U. in collaborazione con il G.U.F.O..

Attualmente svolge autonoma attività di educatore ambientale nell’area della Riserva Naturale del Lago di Vico (VT) e collabora come consulente e divulgatore ambientale con la Riserva Naturale di Macchiatonda (RM); entrambe le aree fanno parte del Sistema dei Parchi e delle Riserve della Regione Lazio.

Umbro di origine conosce bene il territorio e l’ambiente della Tuscia, nome con il quale i Romani chiamavano quell’area dell’Italia centrale abitata dagli Etruschi. Essa coincide in gran parte con la provincia di Viterbo e si trova nella parte settentrionale del Lazio: a nord la Toscana, ad ovest il mar Tirreno, a sud l’area metropolitana di Roma, ad est l’Umbria e la zona laziale della Sabina. Il paesaggio è caratterizzato da colline di media altitudine (Rufeno, Volsini, Cimini, Sabatini), da due laghi di origine vulcanica (Bolsena e Vico), di vaste zone  pianeggianti (Maremma viterbese) e da frequenti sorgenti di acqua termale.

Nella Tuscia e nei territori subito al margine di questa zona, diversi sono i siti e le aree di rilevante importanza per l’avifauna, in particolare per quella migratoria. Il lago di Vico, tra i laghi vulcanici più belli e meglio conservati dell’Italia centrale, ospita ogni anno, soprattutto nei mesi invernali, una moltitudine di anatre e uccelli palustri, nonché diverse specie di rapaci diurni e notturni che caratterizzano la zona paludosa e i boschi di faggi, querce e castagni che ricoprono buona parte delle pendici dell’antico cratere. Non meno importante in termini di presenze ornitiche è l’Oasi WWF di Alviano, in Umbria, e le sue aree limitrofe al di fuori dei confini dell’area protetta. Zona umida artificiale creata grazie ad uno sbarramento sul fiume Tevere (centrale idroelettrica dell’ENEL), in particolar modo tra i mesi di Novembre e Febbraio è un fondamentale punto di sosta per notevoli concentrazioni di Anatre, Aironi, Svassi, ma anche di altri uccelli legati al canneto quali Cannaiola, Cannareccione, Pendolino, Migliarino di Palude ma anche Basettino e Forapaglie castagnolo.

Mirko è disponibile ad organizzare itinerari che riguardano sia la Tuscia, sia altri siti di interesse naturalistico ed ornitologico marginali a tale area. Eventualmente anche associando al birdwatching altre attività per l’approfondimento della conoscenza della cultura locale. Ha una buona conoscenza dell’inglese e dello spagnolo. Le escursioni guidate si possono effettuare in tutti i periodi dell’anno su prenotazione con almeno due giorni di anticipo.

 

TARIFFE

 

Tariffe (da 1 a 3 persone)

Giornata intera (max 8 ore)

1° persona (per guida, al giorno)

Euro100

Giornata intera  

Ogni persona in più

Euro 25

Mezza Giornata

(max 4 ore) 1° persona

Euro 70

Mezza Giornata

Ogni persona in più

Euro 15

 

 

Tariffe (gruppo: più di 3 persone)

Giornata intera (max 8 ore)

(per guida, al giorno)

Euro 160

Mezza Giornata

(max 4 ore)

Euro 110

 

ITINERARI

 

- UMBRIA -

 

OASI DI ALVIANO

 

Quando

 

Tutto l’anno. Periodo ottimale (consigliato): da novembre a marzo

 

Habitat

L'Oasi di Alviano si trova al confine fra l'Umbria e il Lazio e ha un'estensione di circa 900 ettari, compresi tra i Comuni di Alviano, Guardea, Montecchio e Civitella.

Il fatto che uno sbarramento di un fiume come il Tevere, soprattutto se finalizzato alla produzione di energia elettrica, possa dare origine ad una zona paludosa, è un evento piuttosto raro. Ad Alviano questo è avvenuto, semplicemente perché l'Enel sfrutta due volte l'acqua già utilizzata con il bacino a monte: quello di Corbara. L'evento ha prodotto più di 500 ettari di palude, lago, acquitrini, bosco igrofilo, cioè ecosistema adatto alla riproduzione ed alla sosta di circa 150 specie di uccelli acquatici.

 

 

 

L'area è un'importante stazione di rifornimento alimentare di uccelli rari come le gru, le oche selvatiche o il falco pescatore. Sono presenti inoltre gallinelle d'acqua, mignattai, folaghe, germani, pendolini, aironi bianchi e cenerini e molti altri. Per ammirare questi uccelli occorre essere fortunati, cioè capitare nei giorni in cui, durante la migrazione, hanno deciso di sostare all'Oasi di Alviano, concepita proprio per loro. Una porzione dell'Oasi è stata pensata anche per gli uomini perché possano godere di questi spettacolari eventi.

 

Mappa

 

Nei mesi di Ottobre e Novembre non è difficile vedere specchi d'acqua che brulicano di uccelli, quando in tutta l'area se ne possono contare fino a settemila. È il periodo in cui più di 300 cormorani si fanno osservare nelle suggestive evoluzioni messe in atto per pescare, magari inseguiti da un airone o da un gabbiano che tentano di derubarli. La primavera, invece, è il periodo della biodiversità nel senso che ogni giorno è buono per osservare specie diverse.

 

 

È il periodo della migrazione verso il centro ed il nord Europa dove andranno a riprodursi. La palude di Alviano, per molti di loro, è troppo piccola, meglio sono le grandi distese della Lapponia, ma per arrivarci occorre fare rifornimento e gli ambienti come quello di Alviano svolgono questo importante ruolo. Un giorno si potranno vedere le avocette e i cavalieri d'Italia che andranno sul Delta del Po. Il giorno successivo le spatole che andranno in Olanda o i totani mori, trampolieri che sembrano prediligere la tundra della penisola di Kola.

 

Bibliografia: testi e foto ARCHIVIO Oasi di Alviano

 

- LAZIO -

 

RISERVA NATURALE DI MACCHIATONDA (RM)

 

Quando

 

Tutto l’anno. Periodo ottimale (consigliato): da novembre a marzo (talvolta fino a maggio)

 

Habitat

Nonostante sia stata interessata da interventi di bonifica idraulica e di trasformazione agraria nel secolo scorso, la pianura costiera ai margini dei Monti Ceriti ha conservato la sua tendenza all'impaludamento, sfruttata da un progetto di ripristino ambientale che ha portato alla  ricostituzione di estesi acquitrini, al restauro ambientale degli ambienti dunali, alla ricostruzione della copertura vegetale.

 

 

                          viste aeree

La risposta da parte della fauna è stata rapida: oggi le acque degli stagni, ricche di vita, attirano decine e decine di migratori appartenenti ad oltre cento specie

 

La fascia costiera, per una profondità media di 100 m, costituisce la parte a maggior varietà di habitat. L’ecosistema costituito dal bosco di Olmo e Alloro, dal quale deriva il toponimo Macchiatonda che da nome all’area protetta, è praticamente costituito dalle due specie circondate da Pruno selvatico. Esemplari  quali Alaterno e  Roverella, sono presenti e vitali  anche se le  chiome degli esemplari esposti  sono continuamente necrosate dai venti salsi.

 

Specie

 A Macchiatonda sono state segnalate circa 200 specie di uccelli, quasi la metà di quelle appartenenti all'avifauna italiana, ma sono poche quelle che vi nidificano regolarmente. La maggior parte degli uccelli osservabili nella riserva si limita infatti a trascorrervi l'inverno o a rifocillarsi per qualche giorno, in primavera e in autunno, durante il "passo" migratorio. tra Marzo e Maggio formazioni di anatre, limicoli e aironi giungono da Sud, spesso sfilando bassi sulla superficie del mare a qualche centinaio di metri dalla costa.

Bibliografia: testi e foto ARCHIVIO Riserva Naturale di Macchiatonda

La varietà floristica attrae i rappresentanti di quasi tutte le famiglie di uccelli, che sono presenti nell’arco dell’anno con più di 200 specie . Sulle spiagge è sempre presente il raro gabbiano corso (Larus adonii), il beccapesci, le varie sterne e d’inverno il cormorano. Tra i limicoli la pivieressa, la beccaccia di mare e i piovanelli tridattili; numerosi i passeriformi; la cappellaccia calandra, allodola, strillozzo, calandrella sono presenti e nidificanti. Tra i rapaci sono frequenti il falco di palude, il gheppio, il pellegrino e varie albanelle, oche selvatiche, fischioni, canapiglie, mestoloni e alzavole oltre ai nidificanti folaga, germano reale, tuffetto e gallinella d’acqua.Usano svernare chiurlo maggiore, pettegola, pantana, piro piro culbianco e boschereccio. Totano moro e piovanello sono quasi tutto l’anno presenti, mentre pittima, combattente, pavoncella, pivieri dorati, gambecchi, corriere grosso, corriere piccolo e cavaliere d’Italia lo sono stagionalmente. Tarabuso e tarabusino, oltre ai comuni aironi cenerino e garzetta, deliziano spesso i birdwtchers.

 

LAGO DI VICO E RISERVA NATURALE

 

Quando

 

Tutto l’anno. Periodo ottimale (consigliato): da novembre a marzo

 

Habitat

 

Il Lago di Vico si trova a nord di Roma al centro del comprensorio dei Monti Cimini, costituito da un insieme di rilievi montuosi di origine vulcanica. Il complesso eruttivo dei Cimini è composto da due distinti apparati vulcanici: il M. Cimino, più antico, e Vico, più recente, che ospita nel suo cratere l'omonimo lago. Lo specchio lacustre è uno dei più belli e meglio conservati dell'Italia centrale, ed ha una tipica forma a ferro di cavallo dovuta alla presenza, sulla sponda nord, del monte Venere, un piccolo cono vulcanico interno al cratere maggiore.

La Riserva Naturale, che si estende nel Comune di Caprarola (VT) per 3.240, comprende una grande varietà di ambienti naturali o ecosistemi: l'ambiente boschivo, con estesi boschi d'alto fusto di faggio e cerro che annoverano esemplari di piante plurisecolari; l'ambiente palustre, concentrato nella zona delle pantanacce, formata da acquitrini, canneti e giuncheti che ospitano interessantissime specie di uccelli acquatici e l'ambiente lacustre propriamente detto con una ricca fauna ittica.

 

 

Il territorio della Riserva Naturale del Lago di Vico e le aree ad essa immediatamente circostanti ospitano una comunità ornitica estremamente ricca ed interessante, costituita da almeno 173 specie - più di un terzo delle entità presenti in Italia - di cui 84 nidificanti. L'interesse ornitologico di questa zona è ben noto.

L'ambiente più significativo della Riserva, nel quale si rinvengono la maggior parte delle specie più interessanti, è proprio quello acquatico, rappresentato dal lago, i canneti, la zona paludosa delle Pantanacce e i prati umidi circostanti. Il Lago di Vico costituisce uno dei punti di sosta e di svernamento dell'avifauna acquatica più importanti del Lazio, esso ricopre un notevole ruolo nell'ambito del più complesso ed ampio sistema fluvio-lacustre, costituito dal Tevere e i suoi affluenti nonché i laghi di Bolsena, Vico, Martignano, Bracciano e Monterosi.

 

 Mappa

 

Specie

 

Molte delle specie che si spostano lungo il Tevere sostano in uno dei suddetti laghi o fanno la spola dall'uno all'altro. Tra gli uccelli acquatici nidificanti, il più significativo è sicuramente lo Svasso maggiore, il quale non a caso è stato scelto come simbolo della Riserva; esso nidifica nei canneti ed è presente durante tutto l'anno.

Sono presenti anche lo Svasso piccolo ed il Tuffetto, i quali però si incontrano solo stagionalmente. E’ stata osservata negli ultimi anni la presenza invernale del Cormorano. Fra gli Ardeidi è nidificante il Tarabusino, mentre la Nitticora, la Sgarza ciuffetto, la Garzetta, l'Airone cenerino, e l'Airone rosso, sono di passo o stagionali.

 

 

A conferma che la zona di Vico viene visitata praticamente da tutti i rappresentanti dell'avifauna acquatica europea, recentemente sono stati avvistati il Tarabuso, e l'Airone bianco, tra gli Ardeidi, nonché il Mignattaio. Nei mesi autunnali e primaverili, sono presenti numerose specie di anatre, sia di superficie sia tuffatrici. Tra queste il Fischione, l'Alzavola, il Germano reale e la Canapiglia, unici Anatidi qui nidificanti, il Mestolone, il Moriglione, la Moretta tabaccata, e la Moretta. Altre specie nidificanti sono il Porciglione, e la Gallinella d'acqua, due Rallidi presenti tutto l'anno. Tra i Laridi si ricordano il Gabbiano comune, ed il Gabbiano reale, presenti nei mesi invernali; di passo regolare sono il Mignattino piombato, il Mignattino, e il Mignattino alibianche.

I canneti sono frequentati da numerosi Silvidi come l'Usignolo di fiume, il Beccamoschino, il Forapaglie, la Cannaiola verdognola, la Cannaiola, e il Cannareccione. Nello stesso ambiente vi sono inoltre alcune coppie nidificanti di Pendolino, e di Martin pescatore; nei mesi invernali e presente il Migliarino di palude. Da ricordare ancora, per la concentrazione che vi raggiunge lo Storno, ospite invernale che utilizza il canneto per trascorrervi la notte.

Nei prati umidi e nelle zone paludose si trovano numerosi limicoli, tra i quali la Pittima reale, la Pittima minore, il Totano moro, la Pettegola, la Pantana , il Piro-piro boschereccio, il Piro piro piccolo, sempre numeroso, il Voltapietre, e altri.

Relativamente ai predatori, fra gli Strigiformi sono presenti come nidificanti il Barbagianni, la Civetta, l'Allocco, e il Gufo comune. Da tempo è estinto il Gufo reale, mentre il Gufo di palude è segnalato con una certa regolarità durante l'inverno. Tra i rapaci diurni, comuni sono alcuni Falconidi quali il Gheppio, che nidifica, il Lanario, ed il Pellegrino, presenti questi ultimi da ottobre a febbraio, al seguito dell'avifauna di passo; tra gli Accipitridi, il Falco pecchiaiolo, e il Nibbio bruno, nidificanti durante la loro permanenza estiva, lo Sparviere e la Poiana, stanziali. Tra gli Accipitridi sono stati altresì segnalati il Biancone e, tra i Falconidi, il Lodolaio e il Falco cuculo, i quali però devono essere probabilmente considerati di passo se non occasionali.

 

Bibliografia:

-  testi -OLMI M. e ZAPPAROLI M. (a cura di), 1992. L'ambiente nella Tuscia laziale - Aree protette e di interesse naturalistico della Provincia di Viterbo. Università della Tuscia, Union Printing Edizioni, Viterbo

- foto – Archivio web Riserva Naturale Lago di Vico

 

 

 

 

 

 

CREATED BY

Ing Dario Biolcati Rinaldi

Click Here to Visit!